E’ qualche anno che l’olio di palma è di fatto l’ingrediente alimentare più discusso e dibattuto in assoluto ed onestamente non se ne può più.
Questa pubblica gogna accadde anche per il burro e per le uova qualche anno fa, poi totalmente scagionate dall’essere l’alimento killer.

Sembrerà banale sottolinearlo ma per quanto ci si sforzi a cercare un alimento killer non lo si troverà mai ed ogni tentativo di crearne uno prima o poi cadrà nel vuoto.
Nessun alimento o ingrediente è, infatti, definibile come “tossico” di per sé, gli eventuali effetti negativi sulla salute vanno misurati sulla base dei livelli di esposizione”. Questo ce lo dice il Ministero della Salute.

Ad ogni modo è scattata nel consumatore la fobia all’olio di palma e la conseguenza è stata una forte riduzione nel consumo di tutti quegli alimenti che lo contengono.
E’ ovvio che le aziende alimentari non sono d’accordo alla prospettiva di togliere dai loro preparati l’olio di palma, così tecnologicamente ed economicamente utile.

E’ partita così una controffensiva mediatica, sponsorizzata dalle maggiori multinazionali alimentari del pianeta, a sostegno dell’olio di palma. Si vedono pubblicità, si sentono fior fiori di esperti in tv, c’è un sito internet ed addirittura c’era un padiglione ad Expò a proclamare l’olio di palmaSOSTENIBILE!

I motivi per boicottarlo

  1. Ambientali: sta distruggendo l’ecosistema equatoriale. E’ notizia di qualche giorno fa che anche Leonardo di Caprio si è unito alla lotta, a fianco dei cittadini locali, per contrastare questa devastazione.
  2. Diritti umani: ci sono storie di schiavitù moderne, non ufficialmente confermate, ma a cui io personalmente non stento a crederci; ne parlo meglio QUI.
  3. E’ presente in un’infinità di alimenti: nei biscotti, nelle creme alla nocciola, nelle fette biscottate, nei crackers, nel pane, nei grissimi, nelle merendine, nei dolci, negli alimenti dietetici, in quelli bio ed addirittura negli alimenti per la prima infanzia. Come si fa a nutrirsi in maniera equilibrata e a mantenere limitati i grassi saturi se abbiamo una scelta così limitata?
  4. Ne consumiamo troppo! Sono 1,6 miliardi le tonnellate di olio di palma consumati in Italia nel 2014 e cioè il 2,4% della produzione mondiale!!

I motivi per non boicottarlo

  1. Fa male, non fa male….boh! Al momento la ricerca è fortemente condizionata dalle pressioni di chi finanzia tale ricerca a mio parere, per cui è difficile trarre conclusioni. Di certo la fobia per l’olio di palma è sbagliata perché tutto sommato contiene principalmente acido palmitico (che il nostro organismo già produce) ed acido oleico (presente in grandi quantità nell’olio di oliva, così sano) che non sono malaccio. Il problema principale sono i processi di lavorazione che producono esteri degli acidi grassi definiti dall’EFSA “cancerogeni e genotossici” ed una sostanza chimica chiamata 3-monocloropropandiolo. In quest’ultimo caso l’EFSA ha rivisto le considerazioni del 2016 e lo definisce nocivo nel lungo periodo solo, si fà per dire, su reni e fertilità maschile. Ad onor del vero va detto che sono contaminanti che si formano anche nella raffinazione degli altri oli vegetali, il che ci porta dritti al punto 2.
  2. Le fobie fanno male! Soprattutto perché si focalizza l’attenzione sulla cosa sbagliata. Ingrassiamo e ci ammaliamo non a causa dell’olio di palma ma a causa del nostro stile di vita malsano. Sostituire l’olio di palma con un altro olio non cambia granché il risultato
  3. Ha una resa per ettaro eccezionale. Boicottare l’olio di palma significa incentivare la produzione di altri oli che richiedono superfici coltivabili molto maggiori, quindi la deforestazione non avverrebbe nelle zone equatoriali ma distribuita in tutto il mondo. Cosa cambia? Niente!
  4. Partendo dall’assunto che tutte le fritture fanno male, l’olio di palma però è l’olio più adatto per friggere, perché ha il punto di fumo più alto. Guai a friggere con l’olio di oliva!!

Quindi?
Personalmente penso questo. Da un lato ritengo che parlare di olio di palma sostenibile sia un tentativo di neo-lingua alla  George Orwell perché l’olio di palma SOSTENIBILE NON ESISTE a questi livelli esagerati di produzione, almeno.

Credo inoltre che, distruggere foreste e biodiversità per metterci delle monocolture di palma da cui si estrae un olio per farne merendine e prodotti industriali che ci fanno male, sia quantomeno paradossale. Non trovate? Ma questo accadrebbe con qualsiasi olio!
La soluzione non è capire quale olio utilizzare per il nostro pane in modo tale che faccia meno male a noi e all’ambiente, bensì scegliere un altro pane, un pane senza olio!!!
“Ee ma così mi diventa immangiabile e duro già dopo un giorno!!” Esatto, ed è proprio così che deve essere!! Ci organizziamo, ne compriamo meno ma tutti i giorni, oppure lo tagliamo a fette lo congeliamo e lo scongeliamo al bisogno.

Voglio dire, da quando l’uomo ha bisogno di un pane che si mantenga morbido per settimane?
Da quando abbiamo stili di vita tremendamente frenetici.

Da quando abbiamo bisogno di mangiare 3 merendine al giorno?
Da quando abbiamo stili di vita tremendamente frenetici.

Da quando dobbiamo avere biscotti, cracker, grissini e fette biscottate che si sciolgono in bocca così da provocarci un bliss point (se sei curioso di scoprire cos’è clicca QUI!)?
Da quando abbiamo stili di vita tremendamente frenetici.

E allora il problema è davvero l’olio di palma??? Nessuno ci ordina ci comprare certi prodotti.

Non amo l’olio di palma ma ribadisco, come già feci in un altro articolo, che se dal consumatore, quindi da noi, partisse la richiesta di altri prodotti, più sani, più ecologici, meno tecnologici, probabilmente l’azienda alimentare, pur di vendere, verrebbe nella nostra direzione.
D’altra parte finché continueremo a consumare certi prodotti la caccia all’ ingrediente responsabile del nostro sovrappeso e della nostra malattia non cesserà perché mettere in discussione che si sta sbagliando tutto comporta un duro scontro con la propria coscienza oppure la forza di cambiare…in meglio!

Il discorso di Leonardo di Caprio nella notte dell’Oscar mette i brividi. I cambiamenti climatici avvengono anche perché si sceglie di mangiare una merendina anziché una pesca.
Ascoltatelo dal minuto 2:08 è un monito da tenere bene a mente.

“Non diamo questo pianeta per scontato…”

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Matteo Gentilini
Biologo nutrizionista

 

 

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