“Non mangiate la nutella, contiene olio di palma!!”
Così la Ministra francese Ségolène Royal qualche giorno fà si è espressa, spiegando che la produzione dell’olio incriminato comporta “danni notevoli” e “deforestazione massiccia che come conseguenza ha il riscaldamento climatico”.

Neanche avesse detto falsità, che non si è fatta attendere la risposta indispettita del nostro Ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti che non si è fatto scappare l’occasione (per stare zitto) per difendere a spada tratta l’italianità del prodotto, ma senza scendere nel dettaglio, limitandosi a dire “Ségolène Royal sconcertante. Lasci stare i prodotti italiani. Stasera per cena… pane e #Nutella”, improvvisandosi quindi per l’occasione, anche nutrizionista.

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Anche il patron della crema spalmabile, Ferrero, ha replicato dicendo “di essere del tutto consapevole della questione ambientale e di aver preso numerosi impegni in relazione alle forniture fornite di olio di palma”, ma senza spiegare quali.

Ad oggi l’olio di palma è molto famoso, tutti ne parlano, ne scrivono, lo studiano: è sul banco degli imputati, come lo sono stati anni fa le uova, poi discolpate dall’accusa di alzare il colesterolo “cattivo” ed il burro, anch’esso parzialmente rivalutato.

Nel mercato italiano è presente in moltissimi prodotti da forno, direi la maggior parte di quelli che si trovano al supermercato, per cui è un aspetto che tocca tutti noi da vicinissimo.

E’ chiaro che ci siano enormi interessi economici che muovono sia l’informazione, sia la ricerca, sia l’opinione pubblica, per cui è molto difficile trovare informazioni neutrali ed affidabili.

Senza aver la presunzione di potervi dare la verità vi fornirò anche io un riassunto delle informazioni trovate in rete che ritengo più affidabili, ovviamente frutto della mia idea nei confronti di quello che, già lo avrete intuito, ritengo essere un prodotto dannoso.

 
La questione dei diritti umani.
Perché l’olio di palma ha avuto da qualche anno questa esplosione improvvisa sui mercati di tutto il mondo? 

Perchè image (1)è un olio che essendo in gran parte saturo non irrancidisce, si mantiene nel tempo ed è utile alle aziende alimentari per creare nei loro prodotti quella cremosità e consistenza che il consumatore ricerca.
Ma il motivo principale è che costa poco, pochissimo. L’olio di palma ha una resa elevata e viene prodotto in uno dei paesi dove il costo del lavoro, il rispetto dei diritti umani e delle leggi ambientali è tra i più bassi al mondo.
“Per il mercato globale, fosse anche un surrogato escrementizio, sarebbe oro.”

Leggendo in giro si trovano storie (che uno può ritenere vere o false…) di ragazzi che hanno accettato di lavorare nelle piantagioni di palma da olio per una cifra di 6 dollari al giorno, finiti poi a prenderne 16 al mese senza poter lasciare le piantagioni in una condizione di schiavitù moderna. Inoltre sono costretti a lavorare a contatto con fertilizzanti ed erbicidi tra cui il paraquat, sostanza dannosissima per la salute umana e per l’ambiente e vietata in almeno 33 paesi tra cui la Cina (che non è certo famosa per la salvaguardia dei diritti umani).

 

La questione ambientale.
Le piantagioni di olio di palma crescono solo in quella sottile striscia di pianeta con clima tropicale, in cui sono presenti le foreste tropicali ricchissime di specie animali e vegetali.
Per ottenere l’olio che ritroviamo nella Nutella così come in altri mille prodotti, si è costretti ad abbattere le foreste (e gli animali? vabbè dai…) e sostituirle con una MONOCULTURA di palme da olio. Borneo e Sumatra in pochi decenni hanno visto ridotte le loro foreste tropicali di quasi il 50%, specie endemiche come gli oranghi stanno perdendo il loro unico habitat. Infine dopo aver deforestato per il legname, bruciato ed emesso in atmosfera tonnellate di gas a effetto serra, esposto le torbiere al rilascio di metano e anidride carbonica, si pianta la palma che dopo 3-4 cicli di coltura ed espianto non può più crescere su un terreno impoverito di nutrienti. Niente paura la palma viene tirata su forzatamente con concimi chimici e massicce dosi di pesticidi, forniti a contadini sottopagati dalle stesse aziende che commerciano l’olio.

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Pensate all’assurdità. Questa situazione sta avvenendo per una nostra richiesta esagerata di cibi “confortevoli” (patatine, biscotti, merendine…) che oltre ad arrecare danno al pianeta ci fa’ ammalare.

Se pensiamo che tutta questa distruzione sta avvenendo perchè c’è una domanda esagerata di patatine, gelati, merendine e prodotti da forno che oltretutto ci fanno ammalare capiamo bene in che assurdo ci siamo cacciati.

C’è poi chi contesta questo aspetto, dicendo che se per esempio coltivassimo girasole per farne olio la superficie necessaria sarebbe 7 volte maggiore.
Vero, però mi chiedo e vi chiedo, perché la logica del consumismo non può mai essere scalfita?
Perchè dobbiamo aver bisogno di tutto quell’olio?
Dove sta scritto che ci dobbiamo mangiare una merendina al giorno?
Mangiamone una a settimana ed ecco che calando di un settimo la necessità di olio non avremmo necessità di ampliare l’area coltivata.

La soluzione? Tornare a ridare importanza alla qualità del nostro cibo e non solo alla quantità. Spesso ricerchiamo più che un cibo sia veloce da preparare, gustoso e dalla lunga data di scadenza piuttosto che la genuinità degli ingredienti.
Tornare a dare importanza alle materie prime utilizzate significa provare a risolvere le principali cause di morte del pianeta (esclusa la guerra) che sono strettamente legate ad un’ alimentazione scorretta ed eccessiva.

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Matteo Gentilini
Biologo nutrizionista

Fonti:
– http://vglobale.it/cultura/17345-tutte-le-menzogne-di-%C2%ABwired%C2%BB-sull-olio-di-palma.html
– http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/17/francia-ministro-royal-contro-la-nutella-non-mangiatela-contiene-olio-di-palma/1785807/
– http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-06-16/l-ultima-battaglia-segolene-royal-non-mangiate-piu-nutella-ferrero-vigiliamo-materie-prime-184501.shtml?uuid=ACAh6kB&refresh_ce

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