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Sempre più spesso di questi tempi nascono diete e mode alimentari che con l’invitante prospettiva di farti perdere peso e guadagnare salute senza fatica attirano l’interesse di molte persone. L’industria alimentare cavalcando così, l’onda del profitto, lancia sul mercato prodotti innovativi e spesso considerati miracolosi da chi li acquista.
Il latte d’avena è uno di questi prodotti considerato d’elitè dalla frangia vegana e come tale venduto a caro prezzo.
Ma sarà veramente solo una moda oppure c’è di più?

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L’avena è un cereale che appartiene alla famiglia delle Graminacee, ricco di carboidrati complessi e più ricco in proteine rispetto gli altri cereali.
Si parla di “latte” di avena perchè il prodotto finale assomiglia visivamente al latte vaccino anche se presenta caratteristiche nutrizionali molto diverse.
Il latte d’avena di sicuro risponde ad alcune esigenze del consumatore che cercava alternative al latte vaccino, vuoi per allergia o per intolleranza al lattosio, vuoi per vicinanza ad una filosofia alimentare che non prevede l’uso di derivati animali.
Per questi motivi, ma non solo, il latte d’avena può essere un valido sostituto.

L’avena ha il glutine?
L’Associazione Italiana Celiaci (AIC) risponde così: “Recenti evidenze sperimentali e trial clinici hanno concluso che l’avena è ben tollerata dalla maggior parte dei soggetti celiaci. L’AIC, in base al principio di precauzione, attende una più accurata definizione delle specifiche caratteristiche delle tipologie di avena maggiormente adatte alla dieta senza glutine, per poterne consigliare il consumo ai celiaci.”

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Valori nutrizionali
E’ una bevanda energetica, ricca in carboidrati semplici, quindi adatta ad essere utilizzata per colazione, o per merenda soprattutto dagli sportivi.
E’ fonte di vit.E e di acido folico, quindi indicato per le donne in gravidanza.
Purtroppo non contiene calcio che è il punto di forza del latte vaccino, per questo motivo bisogna ricordarsi di integrare il calcio con altri alimenti e bevande (l’acqua calcica per esempio può essere una grande fonte di calcio).
Le kcal sono circa 50 per 100 ml contro circa le 65-70 del latte intero e le 45 del latte parzialmente scremato.

Secondo alcune evidenze scientifiche12 il latte d’avena sembra essere moderatamente capace di ridurre i livelli ematici di colesterolo LDL. Tale caratteristica, è legata alla presenza di fibra, nonostante essa sia presente in modesta quantità (circa 1g in 100 ml di latte di avena). In particolare sembra che tale effetto positivo sia esplicato da particolari molecole chiamate β-glucani, presenti nella fibra solubile di molti vegetali, tra cui anche dell’avena.

Leggiamo le etichette
Analizziamo ora una della tante confezioni contenenti latte d’avena.img_3444
Nell’esempio a fianco c’è la scritta “senza zuccheri aggiunti”, di per se positiva ma ci porta istintivamente a pensare sia una bevanda priva di zuccheri. Se poi guardiamo bene in minuscolo è riportata la dicitura “contiene naturalmente zuccheri”, talmente piccola da passare inosservata.
Il latte d’avena, come anche gli altri vegetali, non deve contenere più di 3-4 g di carboidrati per 100 ml di prodotto altrimenti meglio lasciar perdere.

Inoltre sorrido leggendo la dicitura “a basso contenuto di sale”. Io in un latte vegetale mi aspetterei di non trovare affatto sale. Di fatto il sale viene addizionato un po’ ovunque dall’industria alimentare, perchè garantisce stabilità e gusto al prodotto.
Il limite di assunzione di sale giornaliero fissato dall’OMS3 (Organizzazione Mondiale della Sanità) è di 5g. Tale limite è quasi sempre superato proprio perchè il sale viene aggiunto in qualunque prodotto pronto, anche ai più insospettabili.

Modalità d’uso
Ricapitolando, a mio parere,

  • può essere un valido alimento in sostituzione del latte vaccino a colazione o anche come drink alla fine di un allenamento.
  • è indicato per le donne in gravidanza per via dell’acido folico.
  • importante è non abusarne utilizzandolo ad esempio al posto dell’acqua.

Non è di certo un alimento miracoloso ma per il semplice motivo che non ne esistono di miracolosi. Tuttavia, se utilizzato propriamente, può essere un valido alleato da inserire nella nostra dieta.

 

Matteo Gentilini
Biologo Nutrizionista

Fonti:

1- Consumption of oat milk for 5 weeks lowers serum cholesterol and LDL cholesterol in free-living men with moderate hypercholesterolemia – G Onning, A Wallmark, M Persson,B Akesson, S Elmståhl, R Oste – Division of Biomedical Nutrition, Center for Chemistry and Chemical Engineering, University of Lund, Sweden.

2 – Effects of consumption of oat milk, soya milk, or cow’s milk on plasma lipids and antioxidative capacity in healthy subjects. – Onning G, Akesson B, Oste R, Lundquist I – Department of Applied Nutrition and Food Chemistry, University of Lund, Sweden.

 3 – http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs393/en/

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