Se dovessi usare tre parole per descrivermi mi definirei idealista, sincero e simpatico.
Quest’ultimo aggettivo nel senso etimologico del termine greco “sympatheia” e cioè “provare emozioni con…”. Faccio del rapporto empatico il mio punto di forza nella comunicazione. Se posso scegliere preferisco adottare un atteggiamento informale nei rapporti intra-personali, sia sul lavoro che nella vita privata. Esso è quello che rappresenta meglio la persona che sono.
Pilastri della mia formazione culturale sono stati i mesi trascorsi tra Londra e Copenhagen durante gli anni universitari. E’ anche grazie a quelle esperienze se oggi vedo ed apprezzo le diversità, in tutte le sue forme, senza avanzare giudizio. Sono pienamente conscio di quanto esse siano importanti, sono “il sale della terra“.

I miei interessi
Mi piace viaggiare, ovviamente. Vorrei avere il tempo e l’opportunità di viaggiare in tutto il mondo, respirarne gli odori ed assaporarne la cucina tipica in ogni luogo. Non esiste un viaggio senza il ricordo di un sapore tradizionale.
Adoro la fotografia e quella capacità di catturare le emozioni e la bellezza laddove un occhio poco attento, frenetico, preso da altro non vede altro che ordinarietà.
Il mio occhio è pigro e poco allenato ma so apprezzare quando una fotografia ha la capacità di trasmettere qualcosa.
Da buon Biologo amo la natura e non perdo occasione per indossare gli scarponi da trekking e camminare nei boschi.
Leggo, troppo poco in realtà, ma è tra le cose che quando trovo il tempo mi piace fare.

L’amore per la Biologia
A pensarci ora, con il senno di poi, io sono Biologo da sempre, fin da quando all’asilo tutti i miei compagni giocavano alla “caccia alla formica” ed io al gioco contrario, tentavo di salvarle. E poi l’emozione nell’utilizzare il primo microscopio. Riuscire a vedere con i miei occhi la cellula, la vita, fin lì solo studiata astrattamente sui libri, i vari esperimenti…
Fino all’ultimo anno di università. Mi ritrovai in un laboratorio di immunologia di Copenhagen per preparare una tesi su una proteina del latte. Ironia della sorte volle che tale proteina fosse proprio quella che anni prima mi causò quasi la morte, essendo io un allergico al latte poi desensibilizzato negli anni.
Fù un successo. I risultati di quel lavoro vennero addirittura presentati nel 2013 al “Winter symposium” di Miami.  E’ ovviamente un risultato di cui vado molto fiero. Mi vedevo ricercatore a quei tempi, pensavo che il mio futuro fosse quello, lontano dall’Italia.
Alla fine le strade mi riportarono per mia scelta, felicemente, a casa, a Rimini. L’amore per la Scienza e la Biologia è rimasto così come il vezzo di approfondire ogni informazione.

Nel 2014 decido di diventare Biologo a tutti gli effetti, superando l’esame di stato ad Urbino Inizia così la mia carriera di Biologo nutrizionista. E’ l’unione di un amore innato per lo studio della vita e della nutrizione che ha condizionato gran parte della mia infanzia ed adolescenza.

Il mio numero di iscrizione all’albo è AA_071924 (verifica QUI).
Nutrizionista Rimini

 

“Il cibo è molto più di quello che mangiamo”

 

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