topinambur

Con l’estate di San Martino ormai lasciata alle spalle, siamo entrati a tutti gli effetti nella fase finale dell’autunno che come ogni stagione porta con se i suoi prodotti. Uno di questi è il semi-sconosciuto Topinambur.
Questa pianta, originaria del Nord America, Helianthus tuberosus, meglio conosciuto come rapa tedesca, carciofo di Gerusalemme o semplicemente Topinambur è una pianta perenne della stessa famiglia dei girasoli.topinambur
Tale pianta si sviluppa in altezza anche per qualche metro ed è caratterizzata da un bellissimo fiore giallo che ricorda tanto le margherite.
Se facciamo per un istante mente locale, sarà capitato a tutti di notarli ai bordi delle strade. Infatti questa pianta può essere considerata infestante per la sua capacità di riprodursi rapidamente e per la resistenza che la rende adatta a qualsiasi tipo di terreno, nonostante preferisca le zone umide.
Ottobre è il periodo in cui fiorisce e Novembre è il mese in cui seccandosi determina il momento ideale per la raccolta della radice, essendo tale radice ricca di proprietà quindi adatta all’alimentazione umana.
E’ un ortaggio pieno di salute ma ormai dimenticato e che in pochi conoscono; riscopriamolo insieme!

Ecco un elenco delle sue proprietà nutrizionali:

–  Acqua: 80%
Carboidrati: 15-20% (quasi interamente    inulina)
–  Vitamina A: 2%
–  Vitamina H: prevenzione della stanchezza fisica, dolori muscolari ed inappetenza
–  Sali minerali: (ferro, potassio, silicio, fosforo, magnesio)
–  Aminoacidi: asparagina ed arginina
–  Inulina (fino al 60% del peso secco)
–  Kcal/100g: 30

topinambur

Ed ancora alcune caratteristiche che fanno di questo alimento un toccasana:

  • Utile in caso di diabete (ed anche per la sua prevenzione) soprattutto per la consistente quantità di inulina presente. L’inulina è una fibra solubile, non digeribile. La sua assunzione non fa aumentare la glicemia e contribuisce a tenere il picco glicemico basso, quando associata ad altri carboidrati (pane, pasta, patate,…)
    Inoltre l’aspetto più interessante di questa fibra riguarda la sua capacità di elevare la percentuale di Bifidobacteria nella flora microbica intestinale, diminuendo contemporaneamente la densità di batteri nocivi. L’importanza della flora microbica intestinale è enorme, spesso sottovalutata.
  • Le sue radici, tipicamente tuberizzate, sono reputate galattogene, quindi in grado di aumentare e promuovere la secrezione di latte nelle donne che allattano il loro piccolo al seno.
  • Ancora, il topinambur si rivela utilissimo in caso di sovrappeso, attestandosi come un valido ausilio per dimagrire: non a caso, il consumo di topinambur favorisce la sensazione di sazietà, frenando gli attacchi incontrollati di fame.
  • In generale, il topinambur viene considerato droga tonica (attività rigenerante per l’organismo e per il tono muscolare), stomachica (favorisce peristalsi dello stomaco e la secrezione dei succhi gastrici) e diuretica.
  • E’ inoltre considerato una droga colagoga cioè agevola la produzione e l’escrezione della bile, con conseguente effetto benefico sul fegato. Il prodotto colagogo trova impiego anche nei casi di stipsi persistente, dispepsia, ipercolesterolemia e in alcune problematiche relative alla cistifellea (atonia).
  • Il topinambur non forma glutine, di conseguenza è adatto alle diete per celiaci.

N.B. L’unico consiglio è quello di abituare l’intestino gradualmente, iniziando con piccole dosi per poi aumentarle piano piano, per evitare fenomeni di flatulenza e meteorismo che comunque tenderanno a scomparire in breve tempo.

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Dove lo trovo

Non è così scontato trovarlo; lo si può trovare in negozi di frutta e verdura di fiducia ed in qualche supermercato. Ultimamente però la domanda è in crescita e la ricerca si sta semplificando.
Per chi possiede un pezzetto di terra io consiglio di coltivarselo, anche per risparmiare un pò. In questo caso basterà semplicemente mettere nel terreno a circa 10 cm, durante la stagione invernale, qualche radice precedentemente acquistata e reidratata. Poi fa tutto da solo 🙂

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Impieghi alimentari

Il topinambur può essere utilizzato crudo, ed esempio tagliato alla julienne nelle insalate, oppure cotto. Nel caso lo si voglia provare cotto consiglio la cottura a vapore o in padella magari unito ad un cereale, oppure con funghi o carciofi. Il sapore ricorda quello del cuore di carciofo appunto. Per potenziare gli effetti dell’inulina è consigliato spremerci del limone; inoltre la buccia è molto digeribile e ricca di sali minerali per cui sarebbe meglio spazzolarla e lavarla bene piuttosto che rimuoverla.

Matteo Gentilini
Biologo nutrizionista

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